11 maggio 2018

Credito e auto, un futuro sempre più unito


La crisi economica ha penalizzato pesantemente il mondo dell'automobile, ma dopo dieci anni si vedono finalmente i primi segni di una ripresa, nel nostro Paese purtroppo meno decisa che nel resto d'Europa, ma che comunque c'è. Il dato è confermato dall'analisi dell'Osservatorio Compass, la società del gruppo Mediobanca che si occupa del credito al consumo. Lo studio annuale svolto dalla finanziaria prende in esame i diversi segmenti del credito, dall'esame dei quali emerge come in campo auto ci sia stata dal 2010 al 2017 una crescita delle richieste con un erogato medio passato da 4.500 a 5.500 euro, mentre il dato iniziale 2018 mostra una leggera flessione pur in ambito di sostanziale tenuta. E' interessante notare come l'80% dei prestiti riguardi l'acquisto di un'automobile, con il 59% dei richiedenti di età fino a 30 anni. Ciò mostra che la fascia giovanile è ancora quella con minore disponibilità economica ma d'altra parte conferma l'interesse delle nuove generazioni per la mobilità privata. L'estrapolazione dei dati consente poi di fare osservazioni sul presente e previsioni sull'immediato futuro: la situazione vendite mostra una moderata tendenza all'incremento, con volumi e prezzi sostanzialmente stabili, mentre circa il 50% degli acquirenti rinuncerebbe all'acquisto in mancanza di offerte di finanziamento. A fronte della crescita del 7.8 % nelle immatricolazionmi rispetto al 2016, quindi, si riscontra pure l'aumento delle scelte di noleggio a lungo termine e di uso del car sharing. Ciò mostra come la mobilità stia cambiando, assumendo connotazioni di nuova impronta, ma di fatto evolva parallelamente alla modalità del tradizionale acquisto. Questo anche perché sostanzialmente in Italia l'auto è ancora uno status symbol, scelto dal 41% degli acquirenti per il design, per il 33% con un occhio ai consumi e per il 30% per il marchio. Il futuro non ha cambiato quindi il concetto ma solo la forma e l'allestimento dell'oggetto esibito: se un tempo contavano prestazioni e  potenza, ora sono la connessione, per il 41%, i sistemi di assistenza alla guida, altro 41%, e in prospettiva la possibiltà di guida autonoma, 39%, a comporre i desiderata dell'auto di domani. Quindi, nell'ambito di un mercato italiano attorno a 1.800.000 auto e sostanzialmente di ricambio, i 32 milioni di auto circolanti di cui circa 20 milioni con più di 15 anni porteranno necessariamente a una domanda più sostenuta, legata tanto alla vetustà dei mezzi quanto alle crescenti regole ambientali paventate da diverse amministrazioni. E l'avvento della mobilità elettrica e di quella autonoma auspicato da più parti saranno ancora per molti anni solo una parte minimale del processo globale, per lo più collocato in ristretti ambiti di circolazione a mo' di vetrina techno, ma con scarso impatto sul comparto complessivo.

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