2 maggio 2018

L'onda elettrica arriva in India


India, ultima spiaggia del Diesel. Sinora. Già, perché nel Paese ove il motore a gasolio regna incontrastato e occupa spazi pure nel campo dei motocicli, qualche crepa nello statu quo si comincia a intravedere. Durante una seduta della corte suprema del Sub-continente, infatti, nel corso di una interrogazione sul livello (sempre decisamente elevato) di inquinamento vigente nel Paese, è venuto alla luce che nei prossimi anni saranno lanciati sul mercato interno 22 modelli di vettura elettrica, sia dai principali costruttori nazionali, Tata e Mahindra, sia da aziende estere. Nel complesso sistema di gestione del potere indiano è la corte a decidere sui sussidi all'industria e in più in generale sulle tariffe applicate ai più svariati prodotti. Nel caso specifico, attualmente le vetture elettriche subiscono una tassa di importazione pari al 150% del loro valore, cosa che ne rende in pratica impossibile la diffusione. Ma le cose potrebbero cambiare rapidamente, anche se occorre sempre ricordare che il numero degli indigenti supera il mezzo milione e che la rete elettrica manca in ampie zone del territorio; il Paese deve quindi studiare con queste cautele ogni evoluzione. La corte però, anche se per ora solo in senso esplorativo, ha deciso di sollecitare i costruttori a studiare la soluzione elettrica,  aprendo di fatto la strada alla possibile eliminazione del dazio ma soprattutto allo sviluppo sul territorio di joint venture con partner dotati del know how necessario. E proprio lì accanto, casualmente, c'è il Paese che sia avvia a prendere il posto di quelli arabi nella gestione della mobilità del nuovo corso; la Cina.

Nessun commento:

Posta un commento