3 maggio 2018

Operazione mito




Anche per i più giovani questo nome dovrebbe far suonare un campanellino. Brabham, un pezzo di storia della F1. Il nome del pilota e costruttore australiano rivive oggi con il figlio David, artefice della BT62 una splendida auto da corsa non omologata per uso stradale. Un'assurdità? Forse in ambito umano, ma per niente se vista con gli occhi dei danarosi cercatori di emozioni vecchio stile che popolano abbondantemente lo squilibrato sistema economico nel quale viviamo. E poi non è un'idea nuova, vedi la Ferrari FXX. Motorizzata con un V8 di 5,4 litri da 710 CV e 667 Nm in posizione centrale posteriore, è realizzata in fibra di carbonio e adotta una trasmissione sequenziale a 6 rapporti con sincronizzazione automatica; giù il piede e via, in salita di rapporto e scalata. Ruote da 18 pollici con ghiera centrale per pneus Michelin realizzati ad hoc e freni Brembo dotati di pinze a 6 pistoncini completano la dotazione, insieme alle sospensioni corsaiole completamente registrabili. La BT62 pesa solo 972 kg ma in velocità può contare su una deportanza fino a 1.200 kg che la incolla all'asfalto anche nei rampini, ammesso che chi si trovi alla guida sia in grado di sopportare l'accelerazione laterale. Posto guida regolabile (anche la pedaliera) con sedili in carbonio e cinture a 6 punti (ça va sans dire); il tutto per 1,3 milioni di dollari. Ne faranno solo 70, tutte in verde Brabham. Affrettatevi, gente.

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