7 giugno 2018

L'elettrico indiano è autoctono


Le difficoltà di Elon Musk con le omologazioni in India forse hanno origine dalla volontà sotterranea dei leader locali di privilegiare le iniziative nel settore di società nazionali. Come la Goldstone Infratech Ltd che ha presentato l'altro giorno eBuzz K6, primo autobus completamente elettrico realizzato nel Subcontinente. Il trasporto pubblico, realizzato in joint venture con la cinese BYD, prevede una capacità di 18 posti a sedere e ha preso immediatamente la strada dell'esportazione, dato che 5 di questi veicoli saranno acquistati in Nepal ancor prima dell'introduzione in India, dove i primi saranno utilizzati dalla società turistica Lumbini per i suoi tour. Conscio di quelle che potrebbero concretizzarsi come accuse di sfacciato protezionismo, Saga Satyam, direttore esecutivo della Goldstone-BYD, ha dichiarato che i bus elettrici sono stati costruiti in India per l'India, intendendo mettere l'accento sulla grande diversità di ambienti e condizioni di esercizio che un veicolo di questo tipo deve affrontare nel grande Paese e che solo un costruttore locale sa gestire con il giusto approccio. L'autobus è lungo 7 metri ed è dotato di climatizzazione, dispone di un motore a corrente alternata da 180 kW con coppia massima di 1.500 Nm e di sospensioni ad aria che consentono il transito anche su strade molto sconnesse. Raggiunge una velocità massima di 80 km/h ed è equipaggiato con batterie al Litio-ione fosfato, che garantiscono una percorrenza di 200 km per ricarica. Quest'ultima avviene in meno di 4 ore tramite un caricatore trifase ad alta intensità che viene installato presso la sede della compagnia che li acquista. Prima del lancio, il prototipo di eBuzz K6 ha totalizzato oltre 200.000 km di test sulle strade indiane in ogni stato e condizione di percorso.

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