11 novembre 2019

autothrill cambia marcia


 Sono passati sette anni e autothrill cresce: diventa un sito e lo troverete all'indirizzo autothrill.it

In questi anni molte cose sono cambiate, la tecnologia è sempre più al centro nell'evoluzione dei nuovi modelli. L'avanzata è stata progressiva per molti anni, ma dal Dieselgate le cose hanno cominciato a correre. L'avvento delle elettriche muta radicalmente il concetto di automobile; oggi si parla addirittura di guida autonoma, in un certo senso la negazione del piacere di guidare, ma anche la trasformazione da oggetto di culto e piacere in un mero mezzo di trasporto. 

Pragmatismo, dunque. E dato che anche il modo di fare informazione evolve, noi vogliamo essere più pragmatici, ma senza dimenticare il vero carburante che alimenta il nostro lavoro, la passione. Le notizie si ricorrono veloci e il web è sempre più il media elettivo per essere al corrente. 

Ecco perché autothrill, pur partito già nel 2012 con il piede giusto, ora fa un salto di qualità, per essere un faro autorevole che orienta in questo mondo complesso e non sempre di immediata comprensione. L'informazione sarà rigorosa e approfondita come sempre, ma, ancor più importante, fuori dal coro. Diversi, ma sempre con l'obiettivo del vostro interesse. E con il bagaglio di un'esperienza ultratrentennale.

7 novembre 2019

Niente di nuovo sotto il sole


L'atteso debutto di Aston Martin in campo motociclistico si è sgonfiato parecchio: la moto è di fatto una Brough Superior, con la quale il brand brit condivide lo stand e non pare così esclusiva come le premesse lasciavano supporre. Una bicilindrica normale, quindi. Ma il marchio non è nuovo a progetto roboanti che si tramutano poi in un niente di fatto, vedi la Cygnet.

https://autothrill.it/wp-content/uploads/2019/11/CIMG2065-3.jpg  




Stesso spirito che aleggia in tutto EICMA: un salone normale, dove le soluzione tecniche si uniformano e la spinta innovativa si esaurisce in special e progetti a tema.

















































In decisa crescita anche i progetti alternativi alla mobilità classica, con il netto predominio di aziende cinesi: due interi padiglioni si occupano di prodotti a batteria, dalle bici ai motocarri e alla micromobilità.











31 ottobre 2019

Brabham debutta a Brands Hatch con la Competition


La carriera della BT62 va avanti. La serie è stata completata già da tempo con la 70esima vettura costruita e venduta (a 1.3 Mio $), ma ora, in occasione della prima gara cui Brabham parteciperà come scuderia il mese prossimo a Brands Hatch, UK, il brand ha messo a punto un allestimento Competition che può essere adottato da tutti i clienti. La scelta complessiva è quindi ora tra Road Compliant (per dare lezioni un po' a tutti su strada), Ultimate Track Car (da pista) e la recentissima Competition, alleggerita di ogni particolare inessenziale per le gare.


L'auto è quindi priva di allestimento interno (solo nuda fibra di carbonio), di sedile del passeggero e di verniciatura, sostituita da una pellicola ultrasottile. Ha però il volante estraibile, i martinetti idraulici per il sollevamento rapido e i freni in carbonio. Brabham si impegna inoltre a dotarla di ogni sorta di wrap sponsorizzato che il cliente-pilota richieda. Il peso è quindi minore, non si sa di preciso di quanto. In compenso cala anche il prezzo (ma non erano già tutte vendute?), che scende a circa 900.000 dollari.


Resta comunque una delle auto pronto gare (o pronto strada) più entusiasmanti da guidare, rifatevi un giro nel caso ve lo siate scordato.

30 ottobre 2019

Di sicuro non da sola


Parlo di FCA e del prosieguo della sua storia industriale. Da parecchio assistiamo a proposte, endorsements, ipotesi di affinità elettive con altri costruttori, ma in fondo di certo c'è solo che il gruppo non ha intenzione (o non può più) continuare da solo. Dopo il fallimento della fusione con Renault, torna in auge quella con PSA, un balletto che, non avvenisse in un ambito nel quale conta solo il denaro e non la faccia, sarebbe quantomeno imbarazzante. Ma forse il mondo dell'auto è divenuto più affine di quanto non si pensi a quello di Hollywood.


Comunque i colloqui con Tavares sono ripresi e sono allo studio diverse ipotesi, dal semplice scambio azionario, che lascerebbe i due ad in posizione attuale nelle rispettive holding, a soluzioni più complesse che prevedano un puzzle dei diversi brand. In ogni caso l'interesse è reciproco, perché tanto FCA ha bisogno di un boost sul mercato europeo in declino quanto Peugeot di una testa di ponte per entrare su quello americano. Restano però parecchie incognite, mentre la miccia dell'accordo con Renault potrebbe non essersi ancora spenta. Materia mobile, insomma, mettendo in conto non ultima, la reazione del potente sindacato USA UAW, che ha appena terminato la prova di forza con GM (vincendola), e potrebbe replicare con FCA se l'accordo prevedesse tagli inaccettabili. Cosa cui sarebbe meglio pensassimo anche dalle nostre parti.

Renault va avanti con la Zoe RS


C'erano una volta le versioni sportive delle berline, la cui capostipite è indubbiamente la Golf GTI. I francesi si sono però allineati subito e tanto Peugeot quanto Renault hanno sfornato le varie GTI e RS ad accrescere le fila delle piccole supervitaminizzate. Ma l'avvento dell'era elettrica mette in crisi non poco il settore e conseguentemente l'annesso (pur piccolo) ambito di mercato. Il concetto di prestazioni è tutto da rivedere con le auto a batteria, perché l'elevata coppia subito disponibile rende già (volendo) le versioni base delle sportive. Un intero segmento che sfuma, quindi, viste le diversità delle newcomers. Renault però non intende mollare e così è decisa a lanciare sul mercato nei prossimi 3 anni la Zoe RS, che verosimilmente sarà molto simile alla e-sport vista nel 2017 (foto). La sfida è quella di trovare una chiave che dia ancora un senso a una RS, compito non facile in un mercato dove auto che sembrano berline per andarci a fare la spesa al supermercato (indovinate di quale parlo) hanno poi prestazioni da supercar. Sarà interessante vedere quindi la chiave estetica e meccanica del nuovo prodotto, ma soprattutto il suo posizionamento di mercato. Visti i prezzi attuali delle elettriche, potrebbe costare come una V8 yankee.

29 ottobre 2019

La prima moto di Aston


Metti che Aston Martin scelga di entrare nel settore moto. Logica vuole che trovi un marchio di appoggio, vista la sostanziale misconoscenza del segmento, ma dato il livello del brand occorre un partner all'altezza. L'Inghilterra negli anni '30 era piena di costruttori di motocicli, tutti più o meno skilled nella tecnologia dell'epoca; uno più di tutti spiccava però per raffinatezza ed esclusività delle sue realizzazioni: Brough Superior, definita allora la Rolls Royce delle moto.


Ecco quindi che l'accordo con la rinata fabbrica brit, che incidentalmente festeggia nel 2019 i 100 anni dalla fondazione e produce attualmente una SS 100 che riprende il nome dell'antenata, darà vita a una due ruote esclusiva al debutto la prossima settimana all'EICMA. Nessuna spifferata su caratteristiche e aspetto reale, solo un teaser. Ma Mark Reichman, leader della divisione creativa, ha dichiarato che la moto sarà in tutto e per tutto una Aston Martin, con il suo bagaglio di eleganza, raffinatezza e prestazioni.



Facile immaginare che il prezzo sarà in linea con quello delle automobili prodotte dal marchio italo/britannico ma si sa, noblesse oblige.

Doppietta racing da Lamborghini


In occasione dsella chiusura del Super Trofeo a Jerez, Lamborghini annuncia una doppietta a sorpresa. Il debutto riguarda una Aventador destinata unicamente alle piste, dotata di una versione del V12 di 6,5 litri da 830 cavalli, ambasciatrice di una possibile futura SVR a chiudere la serie del motore aspirato più potente di sempre del marchio di Sant'Agata. La vedremo nel 2020 in serie limitata, con la presa d'aria sul tetto, cofano e coda modificati, quest'ultima con un largo alettone, e l'immancabile roll bar. Sono stati installati un cambio sequenziale da corsa Xtrack e un differenziale autobloccante regolabile dal posto di guida; dotazioni che potrebbero essere condivise dalla eventuale successiva piccolissima serie di SVR street legal. Il V12 chiude quindi il suo ciclo produttivo: l'unità sostitutiva, prevista per il 2022 equipaggerà una vettura ibrida plug-in e sarà quindi dotata di assistenza elettrica, ma forse anche di sovralimentazione, settore nel quale Audi, proprietaria del marchio, la sa lunga.



Passerella anche per la Urus ST-X, prima Suv da competizione del marchio e al mondo, dotata del V8 bi-turbo Audi e alleggerita con particolari in fibra di carbonio: cofano con prese d’aria supplementari e ala posteriore. La veste in verde Mantis riprende il colore racing della squadra corse, l'allestimento è quello per le competizioni. La prima gara è prevista nell’ambito delle World Finals 2020 di Misano Adriatico.
Sarà da vedere comunque se allora Lamborghini apparterrà ancora al gruppo VW, visti i rumors di una possibile cessione.


28 ottobre 2019

Ferrari brevetta il V12 a precamera


Uno dei problemi che i motori a benzina devono risolvere per prolungare la loro esistenza è quello del riscaldamento. La valutazione delle emissioni considera infatti anche la fase di avviamento ed è proprio in questi frangenti che si concentra la peggiore performance del propulsore. Il problema è tanto più avvertibile quanto maggiore è la cilindrata, perché un motore di grande cubatura si riscalda più lentamente, ambito che riguarda perciò particolarmente i costruttori di supercar, più o meno tutte con motori al di sopra di 4.000 cm3. Ferrari, che pur con le escursioni in ambito ibrido continua a ritenere il suo V12 un must di cui non si possa fare a meno anche nella produzione futura, ha brevettato un sistema per abbreviare l'andata a regime dei catalizzatori, soluzione che ricorda quella dei Diesel a precamera pre-iniezione diretta. 


Si tratta infatti proprio di una precamera dotata di candela d'accensione posta sopra il cilindro, nella quale la combustione avviene con maggiore escursione termica. Nella fase di avviamento la precamera lavora insieme al cilindro con un'ammissione separata e favorisce dunque la formazione di gas più caldi che mandano rapidamente in temperatura il catalizzatore. Di fatto è come se il motore girasse a regimi più elevati anche se viene mantenuto a basso carico, cosa questa necessaria a ottenere un riscaldamento graduale che riduca l'usura dei particolari. Al di là della valutazione tecnica, il brevetto mostra quindi implicitamente quanto Ferrari abbia intenzione di mantenere in produzione il suo V12, icona che potrebbe sopravvivere all'elettrificazione di massa anche nel suo esclusivo settore.