16 aprile 2019

Gli yankee non amano la MINI elettrica


Nelle intenzioni di BMW MINI dovrebbe evolvere come marchio EV, una storia già sentità da più parti riguardo il futuro dei brand satellite. In quest'ottica la Casa si sta già muovendo, ma, tra brexit e convenienze produttive in fase di riesame, servono (ragionevoli) certezze. Così è stato commissionato all'americana Engine International un sondaggio tra possibili futuri acquirenti di vetture del marchio riguardo il gradimento di un'elettrica. Sono state intervistate 1.004 persone di tutti i sessi in gran parte statunitensi, ma il risultato emerso non sembra andare nella direzione sperata dalla Casa. La maggior parte dei contatttati infatti ha dichiarato di non essere interessato nemmeno a sapere qualcosa sulla struttura elettrica dell'auto e sul suo funzionamento, con una sorta di generalizzata pigrizia a cambiare le proprie abitudini, di guida e di vita, per adattarsi a un mezzo che implica sensibili modifiche. Scottati dall'esito, i big di MINI Usa si sono affrettati a sparare arroganti dichiarazioni sulla necessità di educare gli automobilisti al nuovo corso. Forse sarebbero invece da rieducare (in senso maoista) proprio i dirigenti dell'automotive e quelli delle istituzioni di tutela ambientale, che come accade per molti gruppi politici si distaccano sempre più dal mood reale della gente e vivono in una sorta di bolla di autogratificazione che fatalmente dovrà prima o poi (speriamo presto) rompersi. Se quindi il 74% dei contattati dichiara di non sapere ove sia una colonnina di ricarica nelle proprie vicinanze e il 66% ritiene le elettriche siano solo auto cool da sfoggiare in certi ambienti, sarebbe il caso di farsene una ragione invece di tentare di piegarli al proprio volere. Anche perché solo il 28% ha dichiarato di ritenere un tempo di mezz'ora il massimo accettabile per una ricarica parziale; per tutti gli altri già porsi il problema è un problema. Attenzione, parliamo di un sondaggio MINI, ma gli stessi concetti sono facilmente esportabili a ogni marchio e alla totalità del mercato, quantomeno Usa. Nella UE sarebbe diverso? La realtà è questa, ragazzi, open your eyes!

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